io sono tetsuo and i've got the power of grayskull
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Redbelt (David Mamet, 2008) è un bel film su un maestro di jujitsu. Che io sappia non esistono molti film sul jujitsu, il che mi è sembrato un buon motivo per vedere questo film. A conti fatti credo ci sia più jujitsu nei titoli di coda di Barbie Fairytopia, ma in compenso la storia è tutta sangue sfiga onore e lacrime, la regia è secca e scarna nel modo migliore possibile e non fa nulla per piacere allo spettatore (tipo, chessò, infilarci venti minuti di combattimento finale al rallentatore). Non si può non apprezzare un film che non vuole piacerti.

In un america perbenista e tutta apparenza degli anni 50, la routine quotidiana è stata interrotta dagli zombie. Stanchi di dover far saltare la testa ai propri defunti, hanno trovato il modo di utilizzarli.
Adattarsi alla presenza dei morti viventi e renderli una risorsa è stata infatti la soluzione per combattere l’epidemia ideata dalla Zomcom, che grazie ad un collare è riuscita a rendere docili e ubbidienti i non morti.
Teddy, introverso ragazzino che fatica a socializzare, stringerà un insolita amicizia con Fido, zombie domestico acquistato dalla mamma (Carrie Ann Moss) per non sfigurare di fronte ai vicini.
Volutamente retrò, inoffensivo e scioccante allo stesso tempo, alterna sequenze splatter ad allegre passeggiate nei prati. Divertente.

Doomsday (Neil Marshall, 2008) è una bomba. Chi ha bisogno di una trama quando Rhona Mithra stacca teste in modi che neanche pensereste possibili? Non io.
Più vicino come toni a Dog Soldiers, opera prima del regista inglese, che alla claustrofobica e nera atmosfera di The Descent, meno violento di quanto immaginassi nonostante la quantità smisurata di teste volanti, divertenti i punk cannibali, inaspettati i cavalieri in armatura. E Neil Marshall fa muovere la telecamera come pochi.
21 Blackjack è l’ennesimo film sul gioco d’azzardo. C’è Kevin Spacey, ma ci sono anche molte meno idee del solito. Abbastanza inutile.
Di solito evito i film Dreamworks riservandomi una visione casalinga in casi di estrema mancanza di alternative.Una critica migliore del solito (e il kung fu del titolo) mi hanno spinto al cinema a vedere Kung Fu Panda, nella speranza di vedere qualcosa di diverso dal solito.
Tecnicamente mediocre per quanto riguarda i modelli 3d (decisamente migliori le inquadrature e la regia in generale), dopo venti minuti di battute e gags TUTTE incentrati sul sovrappeso dei panda il sonno stava prendendo il sopravvento. Il panda è ciccione, e cade. Ok, rido. Poi cade ancora, e lo chiamano ciccione, poi è grasso e inciampa, poi c’è un goffo panda obeso e io ho perso ogni voglia di vedere il film.
Per fortuna poi tutto diventa più movimentato, c’è il kung fu, e ci sono le sequenze migliori L’allenamento, i combattimenti, le corse sui tetti. In linea di massima quando tutto si muove da una parte all’altra dello schermo tutto sembra funzionare meglio.
L’impressione è quella di trovarsi davanti ad un film girato in fretta, pieno di trovate carine ma altrettanto pieno di soluzioni imbarazzanti. E a doppiare il panda c’è Fabio Volo.

Fatal Contact è un film con Wu Jin. Il che basterebbe, almeno in teoria, a renderlo un buon film basato sulle arti marziali. In pratica purtroppo il wirework eccessivo (e inutile. Hai Wu Jin, cristo, sfruttalo) toglie interesse ai combattimenti, e quindi quello che è solo un film dalla trama scontata e dai dialoghi inaccettabili.

In Bruges è invece un ottimo film. Ottimi dialoghi, ottima atmosfera. Per una volta il voler imitare Tarantino non è un fattore negativo, forse perchè comunque rivisitato con un gusto molto europeo. E la fissazione di Colin Farrel per la tendenza al suicidio dei nani (che sembrano essere l'argomento principe dell'opera) è fantastica.

Sunflower è una commedia coreana, prevedibile e con una fotografia che ricorda le prime puntate di centovetrine. La prima parte in realtà è anche abbastanza godibile, l'ultima ora di film è solo un inutile rimandare l'ovvio dramma con carneficina annessa del finale. Qualche idea carina, niente di più.

Batman Gotham Knight è una raccolta di cortometraggi ad opera di vari studi d'animazione nipponici. Collocati temporalmente tra Batman Begins e Il cavaliere Oscuro, un pò come succedeva con l'ottimo (e complessivamente migliore) Animatrix per la trilogia dei Watchowski. Inizio ottimo con i dieci minuti ad opera dei creatori di Tekkon Kinkreet, che riescono a mantenere il loro stile e contemporaneamente a fornire un interpretazione di batman nuova e coerente. Stesso discorso per il quarto episodio, forse anche il più fedele al Batman originale. Bellissimo. Il restanti 4 corti sono alcuni inutili, altri fatti da dio, altri divertenti. Complessivamente un esperimento riuscito, ma dalla qualità altalenante.
Ah, Il Cavaliere Oscuro è una bomba. Ma ne hanno parlato già tutti, e quindi evito. Così come evito di parlare di Hellboy2, altro fantastica prova di Del Toro. Forse un pò più leggerino del previsto, ma ci si accontenta.

Never Back Down è un film sulle arti marziali miste, o UFC, o uomini muscolosi in mutande che si abbracciano. Perchè l'ho visto? Agli Mtv award ha vinto il premio per le migliori sequenze di combattimento. E no, so che non è un motivo valido.
Per la cronaca, le arti marziali miste sono un mix di sport da combattimento (pugilato, kickboxing, full contact) e arti marziali (muay thai), con una forte componente di combattimento a terra derivata dal jujitsu brasiliano. Superato l'impatto iniziale (sembra di guardare il wrestling, solo più gay) è uno sport più complesso e profondo di quanto si possa pensare. Il film è ovviamente scontatissimo, un Karate Kid figlio dei tempi moderni fatti di ipod iphone youtube myspace Soulja Boy party in piscina e liceali che sembrano pornostar, e l'UFC al posto dell'ormai cinematograficamente improponibile karate.Si fa vedere, ne più e ne meno di come si faceva vedere Karate Kid, solo senza Miaghi San. E non è poco.

Vi Dichiaro Marito e Marito è un film con Adam Sandler pieno di battute sui gay e inquadrature del culo di Jessica Biel, che da sola basta per fare un gran film. Titolo a parte, io ho riso tanto, e un pò me ne vergogno.Ma il figlio di Kevin James che fa i dolcetti col dolceforno e la spaccata è bellissimo.
M - Lee Myung Se - Korea 2007

"M", come le iniziali dei due protagonisti. "M" come "Mist", titolo della vecchia canzone coreana cantata dalla protagonista, "M" come memoria, il vero filo conduttore del film, ma anche "M" come il titolo del libro che Alfred Hitchcock avrebbe mostrato al regista dopo essergli apparso in sogno. O almeno è quello che Lee Myung Se avrebbe affermato in un intervista.
Drammone romantico in cui sogno realtà e ricordo si fondono con la ghost story, fino a non fartici capire più un cazzo, in un tripudio di luci ombre colori dissolvenze riflessi angolazioni ombre nere luci bianche ma bianche davvero e colori colorati.
E poi? Poi basta, nel senso che il finale che dovrebbe essere esplicativo (e paradossalmente lo è) è fin troppo semplicistico visto il polverone alzato per due ore, e ci si rendeconto che in realtà di carne al fuoco al ce n'era ben poca.
Il punto è casomai capire come può un film tenerti per due ore davanti allo schermo senza raccontare molto, e raccontandotelo peraltro in modo che tu non capisca nulla.
La droga potrebbe essere una buona risposta. L'alternativa è dando carta bianca al regista coreano.
Ci aveva già provato, con risultati mediocri, con Duelist, spettacolare wuxia in salsa demenziale. Con "M"ci è riuscito in pieno.
In teoria un tributo ad Hitchcock e Kubrick, in pratica la fiera di lampadine di cui sopra.
In un modo in parte nuovo, più vicino all'estetica da videoclip che alla splendida e controllata eleganza di Park o Kim Ji Woon, Lee Myung See riesce a rendere ogni singola immagine un motivo per vedere il film, saturando all'inverosimile i colori, sovrapponendo le immagini, usando specchi e vetri (e ventilatori) come difficilmente si vede fare. Rischiando spesso, anche a volte esagerando, forte di una completezza tecnica impressionante LMS mostra una creatività così potenzialmente fine a se stessa da risultare più emozionale ed emozionante dei personaggi di cui racconta. Se non si vuole fare cinema ma arte visiva, far meglio di così è difficile.
In realtà nonostante non sia il capolavoro che avrebbe dovuto essere, "M" è un buon film, anche oltre l'aspetto scenico. Non così buono, ok, ma le idee non mancano, e le trovate divertenti anche.Se si è ben predisposti (non lo ero) lo si potrebbe trovare anche commovente.
Certo non è l'ideale per una serata tra amici, ne per convincere qualcuno di quanto siano belli i film in corea, ma di roba del genere non ne passa molta, e dimenticarsene sarebbe un errore.
Wanted - Timur Bekmambetov - USA 2008

Partiamo da una necessaria verità. In Nightwatch, primo film del regista russo Timur Bekmambetov, non si capiva un cazzo.
Bello da vedere lo era senz'altro, ma si passava il tempo a cercare di decifrare le buie ma pirotecniche immagini sullo schermo.
Altra piccola premessa: chi dice "è una cazzata" senza capire il discorso di coerenza che gestisce la sospensione dell'incredulità, mi sta sul cazzo.
Wanted, primo film hollywoodiano di Bekmambetov, basato su una miniserie a fumetti di qualche anno fa, è senza dubbio uno dei migliori film d'azione che mi sia capitato di vedere.
Il suo limite principale stà nel fatto che in quasi due ore succede tutto molto rapidamente, quasi troppo, con una conseguente ma tutto sommato sporadica superficialità generale. Nessun personaggio viene realmente approfondito al di fuori del protagonista, nessuna motivazione realmente espressa. Di base, si tratta di assassini che prendono ordini da una tendina e tanto deve bastare. No, non scherzo, deus ex machina è davvero una tenda da salotto.
Ma se questo è il prezzo da pagare per passare un paio d'ore in cui tra un oh di meraviglia e l'altro non vorresti far altro che alzarti in piedi ed applaudire, si, ci posso stare. E gli perdono anche la colonna sonora numetal.
Tendina a parte la sceneggiatura è comunque tutt'altro che stupida, e in un paio di punti riesce anche uscire dai binari del già visto, rivelandosi ancora una volta un film migliore e meno commerciale di quanto il trailer plasticosissimo vorrebbe far credere. Si, i vari conflitti interiori e dubbi etici li vediamo passare da molto lontano, ma a conti fatti è tutto più crudo e vero del previsto.
E poi c'è tanto, tanto sangue.
Matrix, il primo ovviamente, è il paragone che più spesso mi è venuto in mente. Lontana la complessità, il grado di innovazione e la completezza raggiunta dai Wachowski, sia chiaro. Ma era da allora che non si vedeva qualcosa di così spettacolare ed elettrizzante.
E quello che si vede nel trailer di cui sopra (che basterebbe a rendere esaltanti una decina di film) è solo una piccola parte dello show messo in piedi da Bekmambetov. L'attenzione per i dettagli è maniacale, le invenzioni visive sono troppe e troppo veloci per essere assimilate e comprese tutte, con il pretesto del ritmo cardiaco a scandire il ritmo di uno spettacolo che finalmente porta ad un altro livello l'ormai satura moda del bullet time.
L' incredibile corsa finale fra i telai, una delle sequenze più belle per gli occhi ma forse meno eccessive, mi fa venire ancora adesso una gran voglia di correre per casa urlando e saltando da un divano all'altro.
Lo stesso effetto me lo fa il trailer di Hellboy The Golden Army, ma è un altra storia.

Mad Detective - Johnnie To & Wai Ka-fai - HK 2007

Il detective Bun è il migliore. Il detective Bun afferma di poter leggere l'anima delle person, e di vederne la vera personalità. Il detective Bun dice di ricevere segnali da Dio, e risolve ogni caso più rapidamente di chiunque altro. Ovviamente, il detective Bun è pazzo.
Non so mai cosa scrivere dei film di To. Li guardo, mi meraviglio di come possa ancora una volta sconvolgermi con la solita roba, e alla fine non mi viene nulla da dire. E ce ne sarebbe, a partire dall'incipit fulminante alle malinconiche sequenze con la moglie di Bun (un fantastico Ching Wan Lau), alla trovata geniale delle sette personalità interpretate da sette attori diversi, alla sparatoria finale in pieno stile To.
E quindi non aggiungo nulla.
(è della scorsa settimana la notizia di To a Hollywood. Ho ancora i brividi. Speriamo bene.)
(Firefox di merda. La prossima volta chiedi prima di chiudere tutto.)
If You Were Me - Korea 2006

Finanziato dalla National Human Rights Commission of Korea, IYWM2 è parte di un progetto iniziato nel 2003 e conclusosi per ora con IYWM3, nel 2007, che raccoglie cortometraggi a sfondo sociale girati da più o meno noti registi coreani.
Molto diversi tra loro, i cinque cortometraggi di questa seconda raccolta hanno come unco problema quello di avvicinarsi spesso ad un argomento (le varie sfaccettature della società coreana e del rapporto tra corea del nord e corea del sud), di cui la maggior parte di noi. io per primo, in realtà sa molto poco. Nel parlarne, mi limiterò per quanto possibile al lato artistico del lavoro.
La natura stessa del cortometraggio poi, renderebbe superflua qualsiasi descrizione approfondita, lasciando a quanto segue il solo scopo di incuriosire, e se possibile stimolarne la visione.
"Seaside Flowers" è il ritratto di una bambina affetta da sindrome di down. Ovviamente triste, qualche volta ingenuo, spesso estremamente dolce.
"Hey, Man!", del regista tra le altre cose dell'ottimo Crying Fist (suoi anche i meno riusciti Arahan e City Of Violence), è girato quasi interamente in un unica ripresa.
"A Boy with a Knapsack" racconta le difficoltà di una ragazza scappata dalla Corea del Nord. Girato in digitale(e interamente in bianco e nero).
"Someone Grateful" è il più vicino cinematograficamente a quello a cui la corea ci ha abituato negli ultimi anni. Inquadrature impossibili, fotografia curatissima. E l'insolita surreale amicizia tra un prigioniero ed il suo torturatore.
Il meno realistico dei cinque, ma non per questo il meno riuscito, sicuramente il più accessibile, meriterebbe la visione anche solo per la musica scelta per accompagnare le scene di tortura. Alla regia, e si vede, lo stesso signore di Righteous Ties, già sceneggiatore di Welcome To Dongmakol.
"Jongno, Winter" è un documentario sulle discriminazioni e le difficoltà dei lavoratori cinocoreani.
Cinematograficamente valido, estremamente interessante e riuscita panoramica dei diversi modi di fare cinema in corea.
Righteous Ties - Jang Jin Korea 2006

Dong Chi-seung è famoso per essere un killer letale. Arrestato, rifiuta di tradire il Boss, finendo in prigione. La sua lealtà non verrà però ricambiata... Il fatto che dietro la macchina da presa ci sia Jang Jin, già sceneggiatore dell'ottimo Welcome To Dongmakol, si vede ed è un bene. Gli ottimi dialoghi e l'ottima caratterizzazione fanno si che ci si affezioni fin da subito anche ai classici villain da prison movie, le concessioni surreali strappano più di un sorriso, e da vedere è una gioia per gli occhi. Righteous Ties non offre nulla di veramente nuovo, è meno rivoluzionario di quanto avessi letto in giro, ma quello che fa lo fa come si deve, e tanto basta.
Riapro il blog? Forse. Oggi mi va di buttar giù qualcosa, tutto qui.
E quale miglior modo per iniziare se non con
Notte prima degli esami oggi - 2007

Avete presente la pubblicità della Tim tribù? Va bene una qualsiasi. Ecco, provate a pensarla lunga un paio d'ore.
Non basta come post di apertura eh?Ok.
Notte prima degli esami oggi, seguito dell' acclamato Notte prima degli esami è un incredibile mix di luoghi comuni giovanili e pubblicità (neanche troppo) occulta. E basta. Giuro, non c'è altro.
Così tra un Panariello che gioca con il Nintendo davanti ad una pila di Nintendo DS e un paio di Nokia marcati Alice, un giovane d'oggi che dice "blog" e uno che manda mms, un "flash mob" e una canzone dei Finley, si arriva alla fine senza divertirsi ne altro.
Ma perchè, quindi, arrivare alla fine? Carolina. Crescentini. Nuda. Sempre e comunque. E' li che gli sceneggiatori hanno dato il meglio di loro stessi, nell' inventare pretesti per far vedere tette e culi. Soprattutto quello della Crescentini.
Spiderwick Chronicles - 2008

Da queste parti appena si ha il dubbio che l'ennesima uscita fantasy non sia male ci si prova. Facevano ben sperare poi il Pomodorometro all'85%, e il trailer carino. Ecco appunto, avete visto il trailer? Il film è una versione prolungata del trailer. Nulla nel film viene approfondito più di quanto non lo sia stato nel trailer. Il che è il limite e la forza di SC, perchè se è vero che la trama è condensata all'inverosimile, l'introspezione è nulla e via dicendo, si evitano certe pretenziose e noiose tendenze da Signore degli Anelli wannabe che di solito vanno per la maggiore e finiscono per compromettere la riuscita del film. Storia ridotta, esercito di goblin ridotto, pretese ridotte, il regista ci getta subito nel mezzo dell'azione. Ecco, se LOTR è un gioco di ruolo pieno di tabelle schede e descrizioni SC è un hack n slash vecchio stile, di quelli che in sala giochi si giocavano solo con lo stick e un paio di pulsanti.
Diverte? Alla fine si, ma si dimentica in una mezz'ora.
Stardust - 2007

Qui il problema esattamente l'opposto di quello di Spiderwick Chronicles. Troppa roba, troppi personaggi troppa storia. La storia si sviluppa così come la racconteresti per riassumerla, non si approfondisce nulla, tutto viene sbattuto lì senza troppa attenzione. Andando avanti stupisce il cast, qualche trovata visiva, la freschezza della trama, ma non c'è davvero molto altro.
Anche qui ci si diverte se senza troppe pretese, e anche se ci vuole un pò di più a dimenticarsene ad andarsene per ultima è la sensazione di un occasione sprecata.
Vero come la finzione

Incipit fantastico, visivamente e narrativamente sorprendente, che fa sperare che il film sia tutto così.
Purtroppo non è così, e si ha la sensazione che girare un Kauffman for dummies abbia i suoi pro e i suoi contro.
Ma se si lasciano da parte aspettative e snobismi ci si gode un film estremamente gradevole, surreale, che ha nei suoi momenti di genialità e in un sorprendente Ferrel i suoi punti di forza. E un film che non può che piacere più di quanto dovrebbe. E' un complimento eh.
Juno

Carino. E' esattamente come ve lo aspettate se avete visto una commedia sundanceiana qualsiasi, solo forse non così bello come si diceva. Carina lei, carino lui, carini i genitori, carini i dialoghi, carino tutto. Solo ci si aspettava un pò di più. Meglio Little Miss Sunshine ad esempio. Ancora meglio vederli entrambi lasciando a casa le aspettative. E poi la colonna sonora sarà anche tanto indie ma che palle.
A Bloody Aria - Korea 2006

Inizio alla Funny Games, con tanto di exploit in un improbabile italiano. Poi il cantante lirico e la sua giovane allieva restano impantanati nel nulla. A "soccorrerli" ci penserà un gruppo di delinquentelli del luogo.
Un thriller insolito, prevedibilmente curato nella realizzazione e (nonostante il finale, stranamente più debole del previsto) sorprendente nelle scelte narrative,
Andare oltre nello svelare dettagli sulla trama rovinerebbe la visione.
La parte centrale, con il "capo" che si bagna nel lago cantando incurante della violenza della scena alle sue spalle è da brividi.

Reign Over Me

Adam Sandler versione seria. Come in Ubriaco D'Amore. Che è un filmone.
Reign Over Me non è un filmone, neanche ci si avvicina all'opera di Anderson, ma è tutt'altro che da disprezzare.
E' la cronaca di un amicizia ritrovata. Uno dentista di successo in piena crisi coniugale, l'altro ex compagno di college che ha perso l'intera famiglia nell'attacco alle torri gemelle. Sandler (che fà quasi sempre lo stesso personaggio ma lo fa bene) regge a dovere il film, che sorprendentemente (e fortunatamente) non calca la mano lì dove ci si aspetta. Niente manine che spuntano dalle macerie, vocine che chiamano "papà!", palazzi che crollano. La catarsi finale, pur minima e nonostante tutto inaspettata, è quindi emozionante perchè più vera e meno televisiva.
Exiled - J. To

No, non ne parlo di Exiled. Ve lo vedete e vaffanculo, che merita. Basti sapere che ci si spara e si muore tanto, che è come al solito una gioia per gli occhi, che gli attori sono al loro meglio, che la tipa che fa l'intrattenitrice a pagamento è bella davvero, che se si ha un pò di buon gusto si passa metà film con la bocca aperta in un oooh di meraviglia. Via, tutti a vedere l'intera filmografia di To

Inaspettata parentesi musicale:
Beirut - The Flying Club Cup - 2007
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Ovvero Zach Condon, giovanissimo musicista che a 16 anni ha lasciato casa e scuola finendo a suonare tromba e ukulele nei balcani. E solo ora mi rendo conto che nel mio passato di recensore di dischi ho sempre e solo parlato di roba rumorosissima, piena di gente che urla doppio pedale e distorsioni. Con il risultato che una cosa del genere non ho idea di come descriverla, quindi copiaeincollo:
A trumpet from Paris, farfisa organ, accordion, piano, ukelele, mandolin, glockenspiel, violin, cello, tambourine, The air powered organ I bought on twelth street, Congo drum donated from the neighbors....A broken microphone stolen from the university of new mexico.
Me ne vergogno, ma non ho voglia di fare meglio di così. Voi sul link passateci però.
http://www.myspace.com/beruit
http://www.beirutband.com/
Die Hard - Vivere o Morire (USA 2007) è come si dice in giro un sequel all'altezza delle aspettative. Solito Willis, solita tonnellata di inseguimenti proiettili vetri rotti e roba che esplode, il tutto condito da effetti speciali al passo con i tempi. Cause esterne mi hanno impedito di vedere il film con l'attenzione e la calma che avrei voluto avere, quindi rimando ad una seconda visione un parere più approfondito.
Baciami Piccina, con Neri Marcorè e Vincenzo Salemme, è una commedia sull'Italia degli anni 40, in cui un carabiniere deve scortare un truffatore con la passione per il teatro fino a Venezia, proprio durante l'armistizio. Gradevole, con dei bei momenti, e nulla più. Ne parlo principalmente perchè Salemme, per quanto spesso si avvicini al male assoluto, come attore "serio" è decisamente più credibile. Quasi bravo, in alcuni momenti.
Suxbad, da cui mi ero tenuto alla larga causa sottotitolo italiano, è invece divertente. Il pretesto è il solito, ovvero teenager sfigati e disavventure figa oriented. I tre sfigati del caso (ovviamente minorenni) promettono scorte di alcohol da portare alla festa organizzata dalle tre fighe di turno, a cui arriveranno dopo mille disavventure, amicizie ritrovate e botte prese. Se proprio dobbiamo dare un senso al tutto il passaggio alla vita adulta è visto in modo quasi amaro perchè inevitabile e blah blah blah. Un'ora e mezza di cazzo culo palle di traverso figa culo etc. Ma si ride, e va bene così.
Glory Road invece, è la cronaca della stagione di College Basket che per la prima volta vide dei giocatori di colore vincere il torneo. Cronaca amara di un passato tutt'altro che lontano, per i più nient'altro che l'ennesimo film sullo sport, per gli altri il racconto della più importante partita di college basket di sempre, reale inizio del basket NBA pieno di luci e colori che siamo abituati a vedere. Da un punto di vista tecnico/visivo si è cercato comprensibilmente di mediare tra il basket dell'epoca e l'atletismo di oggi, con risultati soddisfacenti. Da un punto di vista cinematografico invece si nota qualche guizzo inaspettato nella fotografia, per il resto siamo prevedibilmente nella media. Inutile dirlo, in alcuni momenti ho avuto i brividi, ma mi succede con quasi tutti i film sul basket.
Mi sono quindi trovato a pensare ai film sportivi e in particolare ai film sul basket più riusciti, stilandone una breve lista che spero qualcuno riesca ad ampliare.
Basta Vincere - Con Nick Nolte e soprattutto Shaquille O'Neal e Penny Hardaway, all'epoca stelle degli Orlando Magic. Nolte è l'icorruttibile coach in declino di una squadra di college. Suo malgrado, dovrà scendere a compromessi per giocare ad armi pari e conservare il lavoro.Shaq e Penny valgono da soli il film, che risulta comunque gradevole e ben girato.

Rebaund - La storia di Earl Manigault è invece molto meno conosciuto, nonostante Don Cheadle e Forest Withaker nel cast. Così come è meno conosciuto "The Goat" leggenda dei playground di Harlem negli anni settanta. Fermato solo da molte scelte sbagliate e da un problema cardiaco, non diventè mai professionista, ma secondo molti è stato il più grande giocatore di tutti i tempi.
Alto meno di 1,90, la leggenda vuole che scommettendo pochi dollari lo si poteva veder saltare a prendere una moneta poggiata sul bordo alto del tabellone. Non esistono purtroppo filmati di The Goat come giocatore.


Il film è obbligatorio per qualsiasi appassionato di basket non conosca la storia di Manigault, del Rucker e del basket di quegli anni. Cammeo di Garnette nei panni di Wilt Chamberlain (R.I.P.).
White Man Can't Jump, in italia diventato "Chi non salta bianco è", è, lo ammetto, il film che più di tutti ha segnato la mia adolescenza. Basket e scommesse sui playground nella prima metà degli anni novanta, con Wesley Snipes e W. Harrison al massimo della forma. Per motivi diversi si troveranno loro malgrado ad essere compagni di squadra sui playground di Venice Beach. Con uno Snipes prima del palo al culo servito per interpretare Blade, il film è un divertente e riuscito ritratto del basket da strada più cazzone. Imperdibile.

He Got Game, in slang "ha talento". Spike Lee firma un opera imperfetta ma vibrante sul rapporto genitore-figlio, sullo sport come unica via d'uscita così com'è per molti ragazzi in America. Dezel Washinghton, in carcere per l'omicidio della moglie, potrà guadagnarsi la libertà solo se riuscirà a convincere il figlio Jesus, astro nascente del basket liceale con cui non ha ormai rapporti, ad iscriversi al college indicato dal direttore del carcere. Da vedere nonostante i difetti, grazie ai Public Enemy in sottofondo, grazie all'eleganza e alla perfezione tecnico/stilistica del tiro di Ray Allen (ora guarda nei Boston Celtics), grazie a Spike Lee che alla fine è Spike Lee e i film in questo modo li gira solo lui, nel bene e nel male.

Restano fuori molti film di qualità altalenante e di interesse sicuramente minore, come "Coach Carter" con Samuel Jackson, "Che aria tira lassù" con Kevin Bacon talent scout in Africa, lo storico "Colpo Vincente" e decine di porcate per bambini o e film poco attinenti come "Space Jam", "Voglia di vincere" etc.
In attesa del live action ispirato a Slam Dunk (al quale dovrebbe partecipare il cinese Yao Ming, star NBA), dal quale stento ad aspettarmi un capolavoro, a quando un nuovo film sul basket degno di questo nome?
No, non ho chiuso il blog.
Semplicemente ho avuto altro da fare. Siccome il mio "altro da fare" attualmente si traduce nel mio "apprendistato" da tatuatore (ovvero sono chiuso in casa a disegnare e a diminuire la mia già scarsa vita sociale) ho avuto anche molto tempo da dedicare a nuove visioni.
Ratatouille (Brad Bird, USA 2007), ad esempio, è fantastico. Per il modo sorprendente e delicato con cui si tuffa in un argomento insolito come la cucina, per la completezza visiva e narrativa, per un paio di colpi di genio (su tutti l'ormai abusato flashback finale, commovente) e per il gran pregio di sbatterti in faccia la solita immancabile morale disney con un eleganza tutt'altro che comune. Non ho ancora volutamente stilato una classifica, ma quando e se dovessi farlo sarebbe in altro tra i capolavori dell'animazione contemporanea.
Citizen Dog (Wisit Sasanatieng, Thailandia 2004), invece, è l'Amelie made in Thailandia, una love story tenera e visionaria in cui Yod, provinciale in cerca di fortuna, si innamora di una ragazza che passa le sue giornate a spolverare e leggere un libro trovato per caso di cui non conosce la lingua . Più surreale, altrettanto riuscito e visivamente sorprendente del già citato Amelie, con un estro visivo simile solo a prima vista a quello di Jeunet nel suo essere tipicamente orientale, Citizen Dog è un ottimo modo per approcciarsi ad una cinematografia acerba ma già interessante e ricca di perle.
Com'è il cinema Thai? Per quel poco che conosco direi violento, crudo, rumoroso, rozzo e colorato, privo di consapevolezza ma con una propensione alla sperimentazione. Difficile dire se sia una sperimentazione orientata verso la commistione di generi coreana o se sfocierà nella divertente anarchia giapponese. Forse prenderà altre strade. Nel frattempo correte a vedere Citizen Dog.

Nel frattempo ho iniziato Dexter. Difficile dare un opinione completa dopo due soli episodi. Ma riesce a essere malato ambiguo e appassionante come poche cose.
Discorso diverso per Heroes. Divertente, appassionante, più adulto di quanto si potrebbe presumere, è a metà tra l'essere una delle migliori serie degli ultimi anni e la forte e persistente sensazione che narrativamente non decollerà mai più di come ha già fatto finora. Il che, ci tengo a precisarlo, a me basterebbe.
Blades Of Glory stupido oltre qualsiasi aspettativa, Ma.
Will Ferrel e il pattinaggio sul ghiaccio sono probabilmente le due cose meno avvicinabili del pianeta, e l'accostamento da solo basterebbe a reggere l'intero film (oddio tutto forse no, ma una buona metà si). Film che invece è pieno di riferimenti alle /botte alle/situazioni inerenti le/ tutine che mettono in risalto le/discorsi sulle palle, con Will Ferrel e il tipo di Napoleon Dynamite in un aderente tuta tempestata di paillettes che passano agilmente dal tenersi per le già citate palle durante pirotecniche evoluzioni sul ghiaccio ad una maschia e onesta amicizia ad idiozie varie ed eventuali. Fa ridere? Si, e molto.
Nel pieno del mood demenziale ho rivisto Waterboy, con Adam Sandler e Fonzie che fa l'allenatore di football, ma ve lo risparmio. Non vi risparmio però "Gli Scaldapanchine", film sul riscatto sociale con il tipo che appare in tutti i film con Adam Sandler, il tipo che ha fatto Napoleon Dynamite e qualcun altro che non ricordo. E' forse più stupido anche di Waterboy, ma cose come "Smettila di lanciare incantesimi!" detto dalla mamma ad un nano quarantenne nero e con un cappello a punta che si nasconde dall'ex bullo della scuola in un castello di carta e agita una bacchetta non sono da sottovalutare, Il film è pieno di cali, inizia piano e continua in modo stupido etc. Ma ho riso come un idiota.
Segnalo poi lo splendido cortometraggio "The Tale Of How", segnalatoci da Twitch e interamente scaricabile qui , ma lo faccio unicamente per sembrare meno stupido nonostante il post che sto per pubblicare.
Per il resto mi impegno a parlare nei prossimi giorni del centinaio di film che mi sono procurato ultimamente ma che mi ostino a non vedere perchè troppo preso dalla programmazione di Sky e da perle come Sos Tata, Cambio Moglie, America's Next Top Model, American Idol e So you Think You Can Dance. Il disprezzo che provo per me stesso in questo momento è pari alla vergogna che provo nel trattare l'argomento, ma sto cercando di uscirne.
Hype a gogo
Flashpoint, il nuovo film di Wilson Yip.
Il Calamaro e La Balena è un bel film su una famiglia sfasciata, sulle cose che ti porti dietro da bambino e ti prima o poi ti rovinano, o ti salvano. Ma siccome non si picchia nessuno, nulla si crea nulla si distrugge e soprattutto nulla si trasforma in macchina e poi in robot e poi in macchina non so scriverne se non per poche righe, quindi passo a
Harry Potter e l'Ordine Della Fenice, che è anche lui molto carino, e in più ci sono gli effetti speciali, quindi ne parlo volentieri. Non ho mai letto un libro di Harry Potter ne penso che ne leggerò mai uno, quindi la componente geek è quiesta volta contenuta. Tutto ciò che di compromettente ho fatto riguardante Harry Potter è stato:
1) Vedere tutti i film della saga, e trovarli comunque tutti apprezzabili.
2) Scoprire che l'attore che interpreta Harry Potter ha recentemente posato completamente nudo per un elegante servizio in bianco e nero insieme ad un cavallo. No, non scherzo affatto. E si, gli si vede benissimo la bacchetta magica.
3) Urlare "Stupificium" durante la proiezione agitando la cannuccia a mò di bacchetta.
4) Fantasticare frequentemente riguardo una mia iscrizione tardiva ad Hogwarts.
Confessate le mie colpe posso affermare tranquillamente che anche questo capitolo è stato divertente, esteticamente valido e, nonostante qualche taglio a cazzo di cane e qualche prevedibilità giustificabile, in gradi di tener viva l'attenzione per tutta la sua durata. Merito sicuramente di un'ottima ambientazione, di una caratterizzazione riuscita e di una storia tutto sommato semplice, ma comunque appassionante perchè inserita in un contesto complesso sfaccettato e credibile.
Va anche detto che siamo ormai al quinto film, e tra continui cambi in posizione di regia e aspettative sempre maggiori, un calo, pur minimo, sarebbe stato comprensibile. Incredibilmente ( e dico incredibilmente soprattutto alla luce del trend degli ultimi anni, bastino come esempio gli sfaceli di Star Wars e le cadute dell'uomo ragno e dei paireits di Jhonny Depp), il calo, finora, non c'è stato.

Intanto in un impeto di follia ho acquistato una quantità eccessiva di film thailandesi. Stay Tuned.
Il Codice Da Vinci, da cui mi ero tenuto coscientemente alla larga fino ad oggi, è un film meno noioso e lento di quanto mi era stato detto. Pieno di idiozie, si, ma vedibile. Il maggior difetto è proprio la valanga di inesattezze che (se hai almeno la terza media, e quella ce l'ho) non puoi non notare e che finiscono per annichilire ogni possibile forma di interesse. Il vecchio Ron di veramente buono ha fatto solo Happy Days e la figlia...
La terza stagione di Gray's Anatomy si è invece conclusa come prevedibile. Ovvero nel peggiore dei modi per ogni singolo personaggio. Vorrei per decenza nasconderlo, ma i pianti sono stati svariati anche questa volta. L'impressione però è che la serie sia sempre più a corto di modi intelligenti per portarti alle lacrime, e che inizi a puntare sulla violenza sul bambino orfano e malato che poi sembra guarito e ti dice ti voglio bene mamma anche se non sei la mia vera mamma e poi muore.

La prima stagione di Boris, so di ripetermi, è stata bellissima. Se Isaia Panduri, crudele e sfigurato dittatore del Burmini non vi fa ridere sono problemi vostri.
"Com'era sto secondo comandamento? Era...No era...Nun te crede de esse chissà che, eccolo! No...era...nun esaggerare...no,rispetta l'avversario! no no era...sii te stesso, sempre!" Biascica - elettricista.
A rendermi felice, nel frattempo, le notizie più o meno recenti riguardo la realizzazione del film di Yattaman, di Superauto Mach 5, dei Gatchaman, di Flash, di Iron Man. Si può avere un film sul Gattiger? O sul Trider G7, con il parco giochi / rampa di lancio.
Clear eyes, full hearts, can’t lose!!!
La ricerca della felicità è un film di Muccino, nel bene e nel male. E' un film onesto, che a tratti centra il bersaglio e per il resto scorre via innocuo, prevedibile nella sua struttura ed evoluzione e prevedibilmente empatico quando non può non esserlo. Will Smith, perchè negarlo, è bravo. Muccino, che aveva fatto intravedere barlumi di regia vera con L'Ultimo Bacio, qui si risparmia i virtuosismi ma fa il suo lavoro. Onesto continua ad essere l'aggettivo più indicato.
Piuttosto, da queste parti si apprezza Peter Berg, regista di cui solo di recente ho scoperto il valore collegando il suo nome a film visti e apprezzati negli anni ma di cui ignoravo il regista. Da queste parti poi è particolarmente piaciuto Friday Night Lights, di cui si è parlato tempo fa. Quindi
High School Team, nuovo acquisto del palinsesto Sky, vanta un curriculum non indifferente. Prodotta proprio da Peter Berg (regista anche dell'episodio pilota) e realizzata dalla Image (la serie 24, e la meno conosciuta Ti Presento I Miei), si presenta come il seguito/remake di quel Friday Night Lights di cui sopra e del relativo romanzo a cui il film si ispirava. I primi quattro episodi andati in onda finora fanno ben sperare. Le atmosfere rarefatte del film sono state mantenute, così come il carattere malinconico della narrazione e la splendida colonna sonora a base di Explosions in The Sky. Football studentesco, amori e tradimenti, drammi familiari e qualche eroismo si presenteranno puntuali, ma la qualità è di gran lunga superiore alla media. Evviva Peter Berg.

Ma nessuno ha visto il nuovo film delle tartarughe ninja?
Un Ponte Per Terabithia non è stato affatto male. Non abbastanza Goonies o Stand By Me da farmici affezionare ma neanche troppo Narnia.
Manuale d'amore 2 (Capitoli Successivi) invece, è un film inutile. Totalmente, inequivocabilmente inutile. Inutile come solo in Italia sanno fare, come noterebbe con disappunto anche lo stimato La Rochelle. E si, mi aspettavo di meglio, visto che sono tra quelli che hanno apprezzato il primo episodio. Si salvano gli attori veri, come Rubini, e le tette della tipa spagnola, Elsa Pataky. Bah.
Fighter In The Wind (Yang Yoon-ho, Korea 2004)
Premetto che da appassionato di arti marziali e di cinema affine, combatto la mia personale crociata contro l'uso di cavi ed effetti speciali dove grazia alla tecnica degli attori non sarebbero necessari. Se in alcuni film contribuiscono non poco al divertimento (Dragon Tiger Gate o Kung Fu Hustle, per citarne due a caso) certi espedienti finiscono in molti casi per essere rovinosi. Che bisogno c'era di far svolazzare Wu Jin in Fatal Contact? In alternativa le scelte migliori sono quelle moderate, alla Fearless o Sha Po Lang. Botte vere, tanta tecnica e qualche effettuccio qui e li.

Detto questo fa piacere vedere che qui si è optato per la scelta migliore. I combattimenti sono fisici, tecnici, spettacolari e ottimamente coreografati, e lasciano soddisfatti nonostante qualche incertezza registica proprio nelle sequenze migliori.
Tratto da un fumetto basato sulla vita di Choi Bae-dal, fondamentalmente è la storia di un coreano che prima ne prende tante dai giapponesi e poi ne restituisce con gli interessi sempre agli stessi giapponesi. Vedere un coreano diventare un eroe nella terra dei power ranger non può che far piacere. Narrazione leggera, tipa molto carina e molte botte sono i punti di forza della pellicola, insieme ad un edizione in cofanetto così kitch che se potessi permettermela non ci penserei due volte.

Transformers - Michael Bay - USA 2007
Come anticipato, solo qualche precisazione in aggiunta al commento fatto nel post precedente.
Transformers è ovviamente un film deprecabile da innumerevoli punti di vista. E' addirittura fastidioso in più di una occasione. Non credo che (giornalisti a parte) qualcuno potrebbe davvero sostenere il contrario. Ma qui non si tratta di cinema. Nessuno con un pò di cervello ne ha affrontato la visione con la benchè minima pretesa riguardo contenuti, spessore, valore cinematografico. Si tratta di Transformers. Si tratta di rivedere dopo anni dei robot enormi realizzati in modo incredibile trasformarsi in corsa, fare capriole e distruggere tutto. Il resto nemmeno lo ricordo. Se ad inframezzare le varie sequenze con i robot ci fosse stata una puntata di Nonno Libero con Lino Banfi il mio giudizio non cambierebbe di una virgola. In più c'è qualche battuta divertente, il protagonista tutto sommato simpatico e qualche culo. Michael Bay è l'anticristo (anche se non più di molti altri), e fin qui ci siamo. Ma valutare razionalmente tutto questo sarebbe inutile. Due ore di puro pretesto/propaganda militare/stronzate per mezz'ora di robot da restare a bocca aperta? Magari ne uscisse uno a settimana, di film così.
Ovvio, se i robot non interessano il film vale davvero poco. Solo che state parlando con uno che sogna di diventare ricco per spendere tutto qui.

La vera domanda è: visto che prima o poi potrei farlo, è più fico tatuarsi il logo degli autorobot o dei decepticon?
Un Nuovo Pc.
Dopo sette, otto anni. Che strano vedere un mp3 partire in meno di 8 minuti. Comunque, i'm back. Ho visto un pò di film ma a quest'ora non ho nulla di intelligente da dire a riguardo, per cui mi limiterò a questo:
Oh My God! - Kim Jeong-Woo - Korea 2006 Meno romanticismo adolescenziale e più umorismo demenziale. Una studentessa alla ricerca del vero amore viene salvata dal belloccio superficiale e imbranato di turno, e decide che in un modo o nell'altro passerà la vita con lui, che è di tutt'altra opinione. Si ride, e, se siete ben predisposti, si fa vedere piacevolmente.
Notte prima degli esami - Non chiedete. Brutto. Non che mi aspettassi di meglio, ma è proprio brutto brutto.
The Illusionist - The Prestige mi è piaciuto, nonostante la previdibilità del tutto. Ma qui siamo su un altro pianeta. La peggiore puntata di Settimo Cielo al confronto è contorta e sorprendente. Probabilmente il film più ovvio che mi sia capitato di vedere. Peccato, perchè le premesse erano buone, il cast anche e via dicendo.
Welcome To Dongmakol - Ne ho rimandato a lungo la visione, e a torto. Bello, intenso e divertente, nonostante la trama tutto sommato già vista (mi viene in mente il bellissimo "The Bird People In China", tanto per dirne uno) basata sul triste contatto tra la violenza delle popolazioni "civilizzate" e la purezza della vita di una volta. Ma i tocchi di classe non mancano, i mille volte citati pop corn neanche (e non si tratta neanche della sequenza migliore), si può chiedere di meglio? (No, vedetelo.)
Bloody Tie - Diciamo che forse per introdurre mia zia al cinema coreano avrei potuto scegliere un altro film. Ma è piaciuto anche a lei. Violento, crudo, pieno di rimandi ai polizieschi anni settanta, nella musica e nelle inquadrature. Bello, ma non mi ha esaltato come avrei creduto.
Eragon - Storia troppo sottile, protagonista da boy band e drago doppiato dalla velina bionda. Vedere draghi spade e magie varie è sempre divertente, ma si dimentica in pochi minuti.
Ugly Betty - Stagione 1- Divertente come si diceva, pungente e scorretto quanto basta nonostante il buonismo di fondo. Il nipote di Betty, il suo abbigliamento e il sarcasmo dell'assistente gay valgono la visione. "Carino il tuo assistente, io ne ho uno uguale marrone"
Happy Feet - E' bello come si dice in giro.
Hot Fuzz - Il film dell'anno. Che dico, del decennio, anche di più. Forse no, ma è una bomba. Come Shaun Of The Dead, meglio di Shaun Of The Dead, girato come il miglior film d'azione che possiate immaginare ma mille volte più divertente. Sparatorie a mezz'aria, teste mozzate e umorismo inglese come se piovessero. Bello bello bello bello.
Imprint - Oh, è Miike, quello giapponese che fa i film giapponesi pieni di sangue. Non vedetelo, che tanto non vi piacerebbe perchè non capite un cazzo. (Lo so, sono acido, ma mi viene così. Per la cronaca, è bello).
Ricky Bobby - Tanta America, Sacha baron Cohen, Will Ferrel e tanti dialoghi su Gesù. Poteva non piacermi? No, e infatti mi è piaciuto.
Grindhouse - Bello. Si, faccio parte di quelli a favore. Con le loro stesse motivazioni. Kurt Russel, ad esempio. E i culi.
I'm A Cyborg But That's Ok - Di questo film vorrei parlarne per bene, che tanto l'ho atteso e tanto ci ho sperato. So che non lo farò mai, principalmente per pigrizia, quindi mi limito a dire che
E uno spettacolo per gli occhi. E non solo.
Fa piangere, e non solo.
Fa venire voglia di costruirsi delle maschere di cartone.
Fa venire voglia di abbracciare Park e dargli tante merendine del mulino bianco messe qualche secondo nel forno a microonde (quelle con la crema) così sono più buone, e chissenefrega se non è come Lady V o come OldBoy o come vostra sorella stronza.
Ah, dimenticavo. Stasera ho visto TRANSFORMERS. Com'è? Magari poi con calma ci penso e vi dico. Intanto dico che è stupido come previsto, filoamericano, irritantemente virato verso la comicità più user friendly, e per i miei gusti parlano anche troppo.
In sintesi è una bomba, i robot sono enormi, esplodono un sacco di cose e tutto si trasforma come nel più bello dei sogni da bambino, per qualche minuto è tutto ciiò che potrei desiderare da un film. Voglio una Camaro gialla.

Ho visto Tzameti. Bello il cambio di registro, bella la parte centrale. Scelte stilistiche discutibili, ma valeva la pena. Ho visto Little Miss Sunshine. Bello anche questo. Bello tutto, più di quanto immaginassi. Ho visto Jade Warrior, e mi è piaciuto anche questo. Forse ne parlerò più avanti. Ho visto anche Zodiac. Me lo aspettavo completamente diverso, a causa oltre che delle precedenti opere di Fincher, del solito trailer ingannatorio e del mio voler leggere il meno possibile dei film che vedrò al cinema. Meglio così. Bello, maturo, Ohdaesu ne ha parlato come farei io se non lo avesse fatto lui. Quindi linko. Ho visto la prima, ottima serie di Prison Break, Ho visto Brave Story, anime dello studio gonzo bello da vedere ma scritto a cazzo di cane. Soprattutto, ho visto le prime 6 puntate di
Boris - Stagione 1
Renè Ferretti (di solito voce di Grissom, di George Clooney o, per dire, del Rosso Senzabraghe di Mucca e Pollo) è un regista. Ormai rassegnato, gira senza troppi problemi qualsiasi fiction spazzatura gli venga proposta. Sta girando "Occhi del Cuore 2", a base di stupri tradimenti amori e gelosie. Alessandro è uno stagista pieno di belle speranze. Stanis e Corinna, due divi delle soap. Biascica, un poco affabile tecnico delle luci.
Una serie geniale. Scorretta, cattiva, polemica, ben girata, ben recitata e soprattutto divertente. Così tanto che non mi stupirei se fosse un mezzo fiasco dal punto di vista degli ascolti.
Stanis La Rochelle eroe personale.
Varie ed inaspettate segnalazioni musicali.
kids explode - quartetto tedesco dedito ad uno screamo elettronico e indie nella regsitrazione. Tipico gruppo dalle mille uscite che in realtà avrà registrato 3 pezzi, il disco non ce l'ho ma vorrei averlo. http://www.myspace.com/kidsexplodeeurope
neil on impression - pezzi strumentali, estremamente bravi. tra explosion in the sky e non so che altro. ah, sono italiani. http://www.myspace.com/neilonimpression
envy - tutt'altro che alle prime armi la band giapponese è quanto di meglio si possa trovare nel genere, fusione perfetta tra le dilatazioni strumentali di Isis e simili e la carica emozionale della vecchia scuola ebullition.http://www.myspace.com/envycore
against me! - ormai su major, il loro lavoro migliore resta "reinventing axl rose", di qualche anno fa. folk punk da ubriacatura che viene voglia di parcheggiare il trattore e vestirsi di flanella. commoventi. http://www.myspace.com/againstme
an albatross - follia poverviolence ripiena di pianole e synth. dei geni. dei maghi del kitch e del rumore. http://myspace.com/analbatross23

continua quando torno.
Jackass 2 - Jeff Tremaine - USA 2006

Mi sembra di ricordare che tutto nacque da un idea di Spike Jonze. L'evoluzione della gag della torta in faccia in chiave punk demenziale. Da allora gli stuntman (è uno stuntman chi si infila una hot wheels nel culo?) sono diventati personaggi famosi, hanno girato film impegnati (Hazzard) e hanno spin off a loro dedicati (Viva la Bam). Qui si torna alle origini.
Si inizia con una corsa al rallenty, con tanta gente giustamente incornata da tori. Si continua con i nostri (sempre loro, da Bam Margera e famiglia a Jhonny Knoxville a Ryan Dunn, passando per il diversamente alto Wee Man e il diversamente idiota Steve-O) che si fanno sparare addosso, che mungono cavalli (il seguito immaginatelo voi), che si lanciano sulle pareti, che si prendono a calci nelle palle, si fanno lanciare in aria abbracciati ad un razzo, si incollano sulla faccia peli pubici e si fanno usare come esca per squali. Più semplicemente, due ore di film in cui i nostri si fanno male nei modi più stupidi. Il tutto condito dai soliti siparietti a base di cacca, travestimenti (geniale la vecchina esibizionista e il vecchietto con le palle penzolanti), personaggi famosi (tra i vari Tony Hawk Ville Valo e Dave Mirra spicca Mark Zupan, campione olimpionico di Murderball e protagonista del bel documentario omoninmo) e nudità varie. Emblematica la frase d Ryan Dunn, che dopo aver marchiato a fuoco un cazzo (in realtà più di uno) sul culo di Bam Margera lo accompagna a mostrarlo alla madre di quest'ultimo. Di fronte all'incredulità di lei davanti alle chiappe infette del figlio, lui risponde semplicemente, serissimo, quasi stupito che lei non apprezzi, "Cause it's funny".
Almeno un paio di stronzate (come altro definirle?) erano sicuramente evitabili, altre assolutamente geniali, il sorprendente finale da solo fa perdonare tutto il resto, e rende questo seguito migliore dell'originale (sono un aficionados). Volgare, inverosimilmente stupido e costantemente al limite con l'essere eccessivo, se provvisti (anche) di sense of humor di bassa lega si ride incessantemente per due ore.
Si, per chi ancora avesse dubbi in proposito, io ho riso incessantemente per due ore.
Street Fighter - The Later Years
I primi tre episodi. Enjoy.
Agito Dai Capelli D'Argento - (Gin`iro no Kami no Agito) Studio Gonzo Jap 2006
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Prima grande produzione del rinomato studio Gonzo destinata alle sale cinematografiche, budget consistente e grossi nomi al doppiaggio e alle musiche, oltre che ovviamente al design.
Ventiquattresimo secolo, in seguito ai soliti disastri ambientali ad opera degli umani la natura si è ribellata rendendosi senziente e in grado di attaccare l'uomo. Alcuni umani sopravvissuti stanno ricostruendo le città temendo la natura stessa ma convivendo con essa. Quando Agito risveglia per caso la giovane Toola dallo stato di ibernazione dovrà convincerla che combattere la natura per rendere il mondo come lei lo ricorda non è la scelta migliore.
Visivamente sarebbe difficile chiedere di meglio. Ottime animazioni, sfondi dettagliatissimi, computer grafic abbondante e mai invasiva, character design a metà tra Miyazaki e le tendenze attuali. Uno spettacolo, a partire dai titoli di testa (bellissimi, grazie anche alla colonna sonora) fino alle svolte più action del finale.
Su una base che ricorda Nausicaa e le visioni ecologiste di Miyazaki la trama viene però sviluppata fin troppo rapidamente, rendendo inutili molti personaggi e sacrificando comunque i più interessanti. Un' ora e mezza non bastano a sviluppare il sottotesto che sarebbe lecito aspettarsi da un film con certe pretese, e pur scorrendo piacevolmente, solo a tratti il film coinvolge come dovrebbe. Resta una visione decisamente consigliata, fosse anche solo per la qualità complessiva dell'opera.
Per i più pigri, su youtube c'è anche il film completo e sottotitolato. Non avete scuse, insomma.
Da queste parti l'attesa per grindouse è permeata da consapevole curiosità.
Consapevole del fatto che da Rodriguez non ci si può aspettare molto più che un divertente e stupido action movie, consapevole del fatto che sicuramente nessuno dei due segmenti sarà rivoluzionario e che il dividere il tutto (con conseguente spesa raddoppiata) è l'ennesima meritata presa per il culo nell'ambito dell'entertaining per l'ottuso consumatore italiano. Detto questo li vedrò entrambi, e probabilmente mi divertirò a vedere tette culi macchine coltelli e pistole, in culo ai detrattori che affolleranno la rete con stronzate a base di quanto Tarantino abbia copiato l'idea a qualche loro lontano parente e riciclato il tutto a noi poveri ignoranti e che Kill Bill è la copia di Lady Snowblood.
Ok, è vero, ma a chi importa quando puoi avere doppia razione di spade sangue e musiche di rza?
A questo proposito leggo stamattina che qualcuno s'è già fatto avanti nel rivendicare la paternità di Grindhouse e denunciare l'ennesimo furto del caro Q.
Stephen Tramontana avrebbe infatti girato un film omonimo nel 2003, con il quale avrebbe peraltro partecipato al New York Film And Video Festival (del quale ignoro l'autorevolezza) aggiudicandosi il premio per il miglior horror. In sintesi, nel caso non abbiate volgia di leggere quanto riportato nel link più in basso, Tramontana dice che tarantino è un pezzo di merda, un ladro senza etica e un pestifero birbantello, per poi chiarire che probabilmente Tarantino non ha neanche visto il suo film, ma ha visto il poster e ne ha rubato perlomeno il titolo e chissà che altro.
http://www.therealgrindhouse.com/
Nel link oltre alle accuse di Mr. Tramontana il trailer nonchè la possibilità di acquistare il film online a meno di un dollaro.
Non so se e vedrò (The Real) Grindhouse. Di sicuro non oggi. Magari qalcuno dotato di più forza di volontà e dedizione alla causa dovrebbe farlo e renderci partecipi.
Nel frattempo ci tengo a sottolineare che i poster di Grindhouse (the false one) sono una figata.

La situazione non cambia. Quindi non ho nuove visioni di cui parlare, ne avvenimenti particolari di cui rendere partecipe gente che non conosco.
Improvvisiamo.
Deja Vu - Tony Scott - 2006

L'ho visto al cinema mesi fa. Ne volevop parlare all'epoca, non l'ho fatto. Ha senso farlo ora? Non credo, ma ormai ci sono. Il deja vu del titolo, inutile dirlo, non c'entra nulla. Piuttosto si parte da un thriller di stampo classico e gli si aggiunge un tocco di fantascienza alla Minority Report.
Investigando sulle ragioni di un attentato terroristico, un poliziotto (Denzel Washington) si imbatte in un reparto speciale del governo in grado di vedere nel passato, e forse anche di impedire avvenimenti già accaduti, con i rischi e le conseguenze del caso.
Belle alcune idee, il ritmo non cala quasi mai e si esce soddisfatti dalla visione. Visivamente è un film alla Tony Scott in tutto e per tutto. Questione di gusti. A me piacque.
Direi di più, ma non ricordo altro.
L'11 Aprile, ovvero due giorni fa, abbiamo fatto il nostro primo concerto. Molto casino, il bassista nudo, sangue sudore e parolacce. Solite cose. Grazie a tutti i presenti, alcuni peraltro inaspettati.
Ne approfitto per rimettere il link al profilo myspace. Qui.
Ne approfitto anche per segnalare una serie attualmente in corso qui da noi su AXN, poco pubblicizzata ma decisamente sorprendente per qualità.
Kidnapped, serie della NBC piena di visi noti, basata su rapimenti e intrighi vari ed eventuali. Nessun episodio autoconclusivo ma un unica storia. Consigliata.

Qui il sito ufficiale.
Star Wars Episodio VII
Girato a Bordighera da un dentista e a breve disponibile gratuitamente sul sito ufficiale. Ormai ne hanno letto o sentito parlare tutti. Il fatto è che non sembrerebbe affatto male...
www.darkresurrection.com
Transformer, for de mis pi ai.
300 - Zack Snyder
Tanto per dire la mia, che ne parlano tutti.
Gran film, con ovvi limiti di sceneggiatura nelle parti "aggiunte" e un imperdonabile doppiaggio italiano. Chissenefrega, il film è visivamente impressionante ( e, va detto innovativo), tutto in slow motion e pieno di sangue e arti volanti e riff metal e frasi ad effetto.
I presunti sottotesti politici, l' omosessualità latente, i confronti con Il Gladiatore o Alexander o quello che vi pare e via discorrendo sono cacca.
This is Sparta.

Ennesima riapertura del blog.
Il motivo è solo uno. Per tutto il mese sarò chiuso in un ufficio, da solo, con un pc privo di lettore dvd e nulla, in assoluto, da fare. nove ore al giorno. Sono le 10.38 e ho già bevuto un litro di cocacola, visto decine di video su youtube, letto una rivista e mangiato un pezzo di pizza duro come il marmo.
Difficilmente sono stato così disperato.
Almost Love - Lee Han - Korea 2006

Stesso regista del divertente Lovers Concerto (ne parlai qualche pagina indietro), stesso genere, soliti attori. Solita premessa, anche, con il prevedibile triangolo amoroso due protagonisti amici d'infanzia e l'amico di entrambi che finisce per sacrificarsi in nome del loro malcelato amore. Nulla di nuovo anche sotto il profilo registico e di sceneggiatura. Qualche gag, momenti romantici come se piovessero e l'immancabile svolta semitragica nel prefinale.
Solita roba insomma. Poco male, visto che con me funziona alla perfezione. Rido per tutto il film grazie ai tentativi di emulazione di Jackie Chan del protagonista, aspirante stuntman, e rido del padre, sognatore squattrinato, e dei sui tentativi falliti di entrare nel mondo dello spettacolo. E poi, tanto ormai mi sono ampiamente sputtanato, piango come un idiota per mezzo film, finale prefinale e titoli di coda compresi. Il film non ti sbatte in faccia nulla, ma ti porta con delicatezza lì dove molti registi cercano, invano, di trascinarti a forza.
Miami Vice - Michael Mann

Conversazione telefonica pomeridiana:
- Bella.
- Bella. Cinema?
- Che se vedemo?
- Miami Vice?
- Da paura basta che se sparano.
- Bella.
Qualche dubbio sull'alternativa Babel, autostrada nebbiosa, cinema deserto.
E due ore di film in cui non succede assolutamente nulla. Nulla montato freneticamente (alcuni direbbero semplicemente montato male) che mentre non sta succedendo nulla subito non succede qualcos'altro.
Nulla ora filtrato di un fastidiosissimo viola film porno, ora sfocato, ora ripreso a mano in modo traballante. A volte tutto è viola sfocato e traballante, che per riconoscere jamie foxx servono quaranta minuti di film.
E il tutto si regge su una trama tanto esile quanto ovvia e piena di dialoghi mediamente ridicoli.
Un esempio?
Siamo verso la fine. Notte fonda, rifugio di trafficanti neonazisti armati, con tanto di nazista muscoloso di guardia. C'è un ostaggio da liberare.
Jamie Foxx, bello e muscoloso, armato fino ai denti e con tanto di antiproiettili si avvicina all'ingresso e fa (giuro):
TOC TOC
"Rico's Pizaaa!"
...
E si, ovviamente i tatuati ariani ci cascano. "Hei, io non ho ordinato niente!"
Mavvaffanculo.
E gli immancabili spunti romantici. La passione, l'erotismo. Ci sono, si.
Solo che passi per la prima doccia, che sono tutti così sexy. Ma perchè riproporre la stessa scena con tutti i protagonisti? Tutti trombano solo sotto la doccia. Lavarsi no.
E il finale straziante. Ah, quanto non ho pianto.
Lui è palesemente gay. Baffoni, camicia trasparente e balli latino americani. L'omosessualità di certe occhiate con Sonny è tutt'altro che latente. Tipico nome da negro. Il più in voga a Miami dopo Tanuzzo e Chun Li.
Lei è una vacca. La distribuisce gioiosamente per mezzo film (senza contare che lo pseudo marito lo sa dall'inizio, salvo poi incazzarsi solo alla fine), traffica droga, e io dovrei commuovermi.
Che poi tra tante attrici che come vacca cubana sarebbero risultate perfette chi ti scelgono? Gong Li.
Perchè non Marisa Laurito dico io.
Ma, soprattutto, due ore di film d'azione senza azione. Non si sparano, non fuggono, non si picchiano.
Restano quei venti minuti finali in cui si vede qualche proiettile, finalmente esplode qualcosa, e perlomeno non si rischia di dormire.
E' ufficiale. Odio Miachael Mann.
(L'unico commento del mio fedele accompagnatore è stato "Oh, a sapello facevamo in tempo a vedesse la compagnia del sottobosco e poi entravamo per l'ultimi dieci minuti...)
Ho visto Go, divertente commedia coreana di cui ormai non ho più voglia di scrivere. Ho visto finalmente la quinta serie di Alias, bella come le prime quattro. Non sono riuscito a vedere Superman Returns ne altri film al cinema per cause di forza maggiore (donne).
...
Non nel senso che non li ho visto perchè avevo da fare con delle donne. Non li ho visti perchè le donne mi danno buca.
Però ho visto
Lady In The Water - M. Night. Shyamalan

Va detto che adoro Shyamalan. Tutti i suoi film, dal migliore al più imperfetto, dall'ormai ovvio Sixth Sense al controverso The Village, passando per il sottovalutato Umbreakable e il bistrattato Signs. Li ho visti, rivisti, analizzati, studiati fino ad apprezzarne anche gli ovvi difetti.
Lady in the Water non fa eccezione. E' imperfetto, ingenuo, incurante della formula cinematografica classica. Ma ha la forza che avevano i migliori film di qualche anno fa, capolavori nel genere girati dalla fine degli anni 80 in poi, quelli che visti da bambini ci tenevano incollati allo schermo, e che visti da adulti riescono anche a farti scendere qualche lacrima. Erano divertenti, semplici, spesso pieni di soluzioni stupide, ma in grado di lasciarti a bocca aperta, forti ancora di una liberta di immaginazione che negli anni sta per forza di cose scomparendo.
LITW non è un film per bambini. Niente nudi, niente parolacce, spaventi contenuti e poca violenza, ma un bambino finirebbe probabilmente per trovarlo noioso. LITW è l'essenza della fiaba che si prende gioco degli stilemi classici della fiaba stessa, una favola in cui gli eroi non sono belli ne coraggiosi, le divertenti spalle sono grottesche e i paesaggi incantati non vanno oltre il cancello del cortile di un condominio di periferia. Niente love story.
Ma come nelle favole nessuno sembra stupirsi per più di qualche attimo, e la più assurda delle situazioni diventa ovvia, senza bisogno di domande o chiarimenti. Spiazzante, indubbiamente. Semplicistico, forse. Ma dannatamente emozionante.
Cleveland è il goffo tuttofare di un complesso residenziale. Nella piscina condominiale conosce Story, ninfa del mare in missione per cambiare il mondo. Ma una volta completata la sua missione, tornare a casa sarà più dura del previsto.
E poi? Poi poco altro, o fin troppe cose, dipende dai punti di vista. Il condominio pieno di disadattati, ennesima metafora di come l'unione faccia la forza, il seguito della favola (che, diciamolo, di cinese noin ha nulla, ma ok) e i divertenti tentativi di Cleveland di proteggere Story, qualche inaspettata (ma neanche troppo) rivelazione e poi lo scontro finale.
Si, dei difetti ho parlato fin troppo. Perchè ci sono, impossibile negarlo. Ma chissenefrega, ne vorrei mille di film così, semplici, sognanti, coraggiosi. Ed emozionanti, perchè Shyamalan (qui anche attore) si conferma bravo pur rinnovandosi, riempiendo il film di inquadrature "sbagliate" e visuali aeree, personaggi che parlano fuori campo e mostri sbattuti lì come niente fosse, musiche ancora una volta perfette e eroi deformi. E la fotografia è di Doyle, la Howard recita ancora come fosse cieca ma è magnetica, i personaggi sono tanto semplici che è impossibile non affezionartici e Giamatti è così bravo dopo due ore vorresti solo che il film continuasse per altri dieci minuti.
E chissenfrega anche se probabilmente il film verrà stupidamente snobbato. La critica, perlomeno nel film, fa la fine che si merita.


Dragon Tiger Gate - Wilson Yip
Tratto da un fumetto che non conosco, DTG è stato uno dei successi della stagione cinematografica inoriente. Campione d'incassi, ha attirato su di se l'attenzione grazie a protagonisti dalle capigliature fluenti, effetti speciali e trailer montati alla perfezione.
Tiger e Dragon (si...) sono fratelli, ma le loro vite hanno preso pieghe diverse. Tiger, il più piccolo, è cresciuto con un forte senso di giustizia educato dallo zio, maestro di arti marziali al Dragon Tiger Gate (ehm...). Dragon è stato invece cresciuto da un boss della malavita, e ne è diventato la guardia del corpo. A loro si aggiunge Turbo (ok, ormai avete capito...), esperto di nunchaku in cerca di un maestro. Il resto della trama è poco chiaro e poco importante. C'è un cattivo mascherato, tanti cattivi meno importanti, vari maestri ubicati in posti scomodi etc.

Puro intrattenimento, ma fatto come si deve. Alle doti atletiche più che tecniche dei pettinatissimi protagonisti si aggiungono ottime coreografie, un buon lavoro di cavi e un uso quasi sempre perfetto degli effetti speciali, in modo da rendere ogni combattimento unico ed originale oltre che divertente e altamente spettacolare.
Il talento di Wilson Yip (Bio Zombie, Sha Po Lang, Bullet Over Summer) è sfruttato al massimo nel costruire qualcosa di registicamente interessante attorno ad un soggetto dallo spessore minimo, tanto da ricordare a tratti il miglior Stephen Chow (la rissa nel ristorante ripresa dall'alto attraverso il soffitto) in versione "seria", senza peraltro perdere un affatto dannoso alone patinato e mainstream. Con Kung Fu Hustle di Chow DTG ha peraltro in comune anche Wah Yuen, qui nei panni dello zio dei protagonisti.
Il risultato è divertente, leggero e profondamente manga, nel bene e nel male.


Dimenticavo.
Abbiamo finalmente registrato. Un paio di Mp3 sono online, nell' attesa che Justin Timberlake ci chiami come band di supporto.
Io canto.
In realtà cantiamo in due. Io sono quello che canta meno ( non sapevo i testi. davvero.)
Potreste essere i primi a poter dire "I Am The Tiger?? SI si, li conosco. Ho sentito i pezzi sul loro myspace..." con aria di superiorità mista a compassione mista a profonda consapevolezza dell'underground italiano.
Grazie.
www.myspace.com/ohyeaiamthetigerbaby
lo so, manca l'acca.